Jan 2008
Mila
29/01/08 20:09 Archiviato in:Racconto
breve
Era ormai quasi del tutto buio quando Mila appoggiò la fronte contro il doppio-vetro della finestra.
Aveva 28 anni e un soprannome: Milùna.
Gliel'avevano dato i suoi clienti, praticamente tutto il 45° piano della Torre, perché dopo ogni scopata lei, qualsiasi cosa succedesse, era solita guardare fuori dalla finestra con la fronte appoggiata al vetro posando il suo sguardo vuoto sulla Luna.
Era molto ricercata, Milùna. I turni di lavoro erano massacranti per tutti gli operai e le giornate interminabili. La notte, da tutti i settori in costruzione, fuoriuscivano decine di Ragazze, le Omnilingue, e si disperdevano lungo i ponteggi e nei passaggi di raccordo ai dock di attracco delle navi, nella facile ricerca del prossimo amante.
Molti ormai conoscevano i posti scelti da Milùna, sotto i riflessi degli scuri vetrati dell'atrio 45 oppure dove i condotti per gli ascensori di quel piano tendevano a curvare leggermente a sinistra.
E molti la aspettavano, ogni sera dopo quel tramonto che ogni anno tardava sempre più a giungere.
In molti si chiedevano per quale motivo quegli operai, ingegneri infrastrutturali e tecnici gestionali prestassero così tanta attenzione per il suo corpo. Quella fila che le si parava innanzi tutte le sere, piena di vogliose figure e ammiccanti sguardi, erano una realtà completamente insolita. Ma d'altro canto lei non poteva pensare né tanto meno prestare attenzione a quel genere di cose: tutto ciò per cui era stata creata trovava estremo compimento nell'atto sessuale e la sua mente poteva focalizzare solo quello.
Anche questa sera Milùna è persa nella contemplazione della Luna: quando questa è nella sua fase più luminosa a lei pare di intravedere, sulla sua superficie, piccoli esseri scuri che ne esplorano la superficie come formiche operose. L'uomo che l'ha prosciugata si chiama Canaa, è del 46° ed è il primo di quel piano che si prende il disturbo di trasferirsi per incontrarla. Le sta fissando la schiena sottile ed eterea, i capelli ancora imperlati di sudore e luminosi mentre si rilassa e prova ad esprimere alcune parole nelle nuove Lingue apprese.
- Milù, sei l'Omnilingua più erotica che abbia mai provato. - le esprime, in lingua Armena.
- Vieni su con me, ti prego. Le altre del 46° sono come tutte le altre... ma tu, tu sei speciale. Non posso pensare di non averci creduto fino a stasera.
Canaa non si rivolge direttamente a Mila, sa perfettamente che lei non può rispondergli, ma comunque trova molto emozionante esprimerle quei sentimenti e porle quelle domande.
Si alza nudo dalla branda della stanza C641 dell'amico Ricardo e la raggiunge. Apre la finestra mentre con la mano sinistra le sfiora i glutei ed il ventre sino ad afferrarla e stringerla per le spalle. Raggiunge il suo viso con gli occhi e trova quello che si può trovare in ogni Omnilingua: vuoto e leggerezza e distacco.
La pelle gli si accappona per il vento gelido ed istintivamente lui le si avvicina per trovare calore, ma non appena realizza l'assurdità della sua azione si allontana verso il letto per raccogliere la coperta sintetica.
Al suo voltarsi, l'incantevole Essere Celeste dal nome Mila e da tutti chiamato Milùna non c'era più.
L'uomo la chiama, prima in Tedesco e poi in Italiano, mentre si avvicina alle inferiate di protezione della finestra nel tentativo di guardare oltre nell'oscurità avvolgente.
E mentre cade, circondata da suono e velocità, a Milùna pare di poter riuscire a pensare. Un sentimento di speranza cresce in lei come a voler gridare "Sono prossima ad una soluzione!" mentre i piani della Torre di Babele le scorrono accanto, uno ad uno e velocemente.
Non raggiunge la Terra, sarebbe comunque impossibile per via delle atmosfere, ma quella sera Milùna supera qualche piano più in basso del solito, prima di scomparire dall'esistenza per essere liberata nuovamente la notte successiva. E nella sua mente, prima di scomparire anch'essa, appare chiara per la prima volta dai tempi della seconda Creazione un'immagine: sarà la prima Omnilingua a provare questa sensazione e sebbene nessuno ricorderà il preciso momento a parte Mila, tutti oggi sono soliti chiamarlo "L'inizio della Fine" o anche "La caduta degli Dei".
Quell'immagine era la Luna piena, incandescente ed appartata, la dimora dell'Onnipotente.
Mila - 1
|